CORAGGIO

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    NEWS

    IL METODO

    PERSONA AL CENTRO

    I liberali sono chiamati a declinare in modo innovativo il rapporto tra persona e società, mettendo l’individuo al centro: ne discende l’urgenza di aggredire la crisi demografica, di impegnarsi instancabilmente nella ricerca di un equilibrio tra diritti e doveri, di costruire l’uguaglianza delle opportunità in luogo dell’egualitarismo livellante, di perseguire un modello sostenibile di protezione sociale, una risposta credibile alla domanda di sicurezza di fronte a fenomeni epocali come quello migratorio, una valorizzazione dei corpi intermedi.

    UNA POLITICA AUTENTICAMENTE POPOLARE

    CON IL CORAGGIO DEL FARE

    Nel Novecento il popolo era la “massa” da integrare, col passaggio di secolo è diventato il protagonista dei processi politici, poi è arrivata l’era del “populismo”. La sfida per il nostro tempo è farsi interpreti di una politica autenticamente popolare, che non rinunci alla competenza e alla concretezza del fare. Partendo dall’identità dei territori, la politica locale deve essere responsabilizzata e aggregata in un patto unitario che abbia come riferimento la nazione. Una politica che operi sulla base di grandi principi, pensando al bene comune a lungo termine ed in grado di avviare processi i cui frutti saranno raccolti dalle future generazioni.

    LIBERTÀ È

    RESPONSABILITÀ

    Si fa strada una concezione di libertà che paradossalmente tende ad assoggettare a norme dello Stato ogni ambito della vita e dell’intrapresa di una persona. Bisogna invece coniugare la libertà individuale con la responsabilità, che implica senso del limite e rispetto per la libertà e per i diritti altrui. L’impegno nei confronti delle future generazioni è di trasmettere le stesse o migliori opportunità di cui fruiamo noi, difendendo la libertà e la democrazia, garantendo la solidità delle finanze pubbliche e preservando un ambiente sano.

    LO STATO SUSSIDIARIO,

    CON UNA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE CHE SI RINNOVA

    L’emergenza della pandemia ha indicato dove e perché si deve intervenire per conciliare uno Stato autorevole con i princìpi dell’autonomia e della sussidiarietà. Da ciò discende un approccio liberale alla regolazione, lo snellimento burocratico con valorizzazione delle buone pratiche, un nuovo patto fiscale, la salvaguardia dell’universalità dei servizi coniugata con principi di efficienza e sostenibilità.

    UNA VERA

    GIUSTIZIA

    L’amministrazione della giustizia non come fine, ma come strumento di risoluzione delle controversie e di disciplina della convivenza civile. Da questo cambio di prospettiva passa il recupero di una credibilità gravemente compromessa, che necessita oggi di interventi radicali che non possono limitarsi al piano dei contenuti ma devono investire anche l’ambito ordinamentale, sempre perseguendo come fine la domanda di giustizia di chi subisce una lesione dei propri diritti e la tutela del diritto di difesa e di libertà dell’imputato in ogni stato e grado del procedimento, nel rispetto e salvaguardia dei principi del giusto processo.

    FORMAZIONE

    DURANTE TUTTA LA VITA

    Se la scuola è il luogo dove si formano i cittadini di domani, è dall’idea di domani che bisogna partire. Recuperiamo il valore del merito, autentico motore dell’ascensore sociale e presupposto di un’uguaglianza sostanziale. Rimettiamo al centro disciplina, valorizzazione dei talenti e libertà educativa in luogo del giustificazionismo e dell’omologazione. Innestiamo la ricerca di nuove competenze dettata dai tempi che cambiamo su un patrimonio di conoscenza che non merita di essere disperso.

    CREARE LE CONDIZIONI

    PER LO SVILUPPO

    Compito della politica non è creare lo sviluppo per legge, ma determinare le condizioni di contesto affinché i processi di sviluppo possano spontaneamente attecchire e prosperare. Un ambiente favorevole all’investimento produttivo richiede politiche fiscali non predatorie e burocrazie non ipertrofiche; politiche sociali incentivanti e non assistenziali; valorizzazione della cultura di impresa e non pregiudizio nei confronti di chi intraprende; la capacità di intercettare le potenzialità del digitale senza farne un’ideologia di sostituzione.

    Un Paese che guarda al futuro deve attivarsi per l’adeguamento e l’innovazione di grandi opere e strutture pubbliche, ma il rinnovamento delle infrastrutture non può prescindere da una ragionata semplificazione delle procedure di concessione degli appalti pubblici e di svincolo delle somme già finanziate per gli interventi.

    DALLA PARTE

    DEL LAVORO

    Negli ultimi anni, al netto della pandemia, abbiamo avuto da un lato norme che hanno irrigidito sia il lavoro fisso che il lavoro flessibile, dall’altro misure assistenzialistiche quali il reddito di cittadinanza. L’emergenza Covid ha poi accentuato il divario fra le diverse forme di lavoro, a scapito di autonomi e partite Iva. La ripartenza, e la necessità di impiegare al meglio le risorse che ci verranno assegnate, dovrebbero invece riproporre interventi che incoraggino l’occupazione e rilancino l’idea per la quale il lavoratore è chi percepisce un salario, chi si mette in gioco in prima persona, come autonomo e anche come dipendente, chi a proprio rischio garantisce il lavoro altrui.

    LA SOSTENIBILITÀ AMBIENTALE E SOCIALE

    COME FATTORE STRATEGICO PER LO SVILUPPO

    L’ambiente è diventato il terreno dei paradossi. Ci sono progressisti paladini della conservazione della natura che però rifiutano il diritto naturale. E conservatori che vorrebbero conservare tutto fuorché l’ambiente. Serve una visione non ideologica. Con un approccio antropocentrico: l’ambiente è da tutelare non solo in quanto tale ma anche e soprattutto in quanto la “casa” nella quale l’uomo vive e opera e patrimonio delle future generazioni.

    La politica ambientale, dunque, non va intesa come immobilismo, ma come promozione di attività antropiche che divengano a loro volta strumenti di valorizzazione e salvaguardia dell’ambiente dall’incuria e dall’abbandono.

    Il benessere ambientale implica la tutela e la valorizzazione non solo delle risorse naturali, ma anche del grande patrimonio culturale ed identitario che rende il nostro Paese unico per bellezza e attrattività turistica. In particolare, beni primari come ad esempio l’acqua, devono essere considerati un valore diffuso che va protetto promuovendo la solidarietà, garantendo a tutti la fruizione, recuperando infrastrutture obsolete e pericolose per la salute. L’acqua deve riprendere il suo valore come risorsa naturale, bene imprescindibile e caratterizzante il nostro Paese.

    UN PAESE UNICO,

    CON TANTE CITTÀ GRANDI E PICCOLE

    L’Italia è terra di problemi atavici e di struggente bellezza. È terra di grandi opportunità e di occasioni perse. È terra di fratture che richiedono una classe dirigente dotata di buon senso, concretezza e cultura ed esperienza di governo, in particolare ora che una crisi di portata post-bellica propone l’urgenza di una ricostruzione economica e morale senza precedenti.

    RIPRENDIAMOCI LA DIGNITÀ NAZIONALE

    IN EUROPA E NEL MONDO

    Dopo la pandemia, nessuno più ritiene che il nostro Paese possa prescindere dalla sua collocazione europea. L’emergenza, d’altro canto, ci ha fatto comprendere quanto la capacità di perseguire gli interessi nazionali sia direttamente proporzionale alla credibilità. Oggi, dunque, sono fuori contesto tanto gli anti-europeisti quanto gli europeisti acritici che avevano fatto dell’Unione una ideologia. E fuori dai confini europei il discorso non è meno semplice. Il nuovo policentrismo geopolitico impone un approccio multilaterale di realpolitik, mantenendo la collocazione atlantica.

    La vera sfida è trovare il modo di restare ancorati all’europeismo e all’atlantismo perseguendo gli interessi nazionali in un mondo che cambia. Coraggio Italia – che vede tra i propri costituenti e rappresentanti sul territorio, anche connazionali residenti all’estero nonché emigrati storici, recenti e di ritorno – si impegna politicamente a valorizzare questa risorsa in tutte le sedi e le modalità in cui opererà all’interno delle istituzioni italiane.

    TRASFORMIAMO L’ITALIA NEL PIÙ ANTICO PAESE DEL FUTURO

    CONIUGANDO TRADIZIONE E INNOVAZIONE

    Siamo chiamati ad essere conservatori dei princìpi fondamentali della civiltà occidentale, anche quelli religiosi, a cominciare dalle radici cristiane, e riformatori delle politiche. Dobbiamo essere in grado di coniugare la difesa dell’identità culturale, la risposta alla richiesta di sicurezza e protezione sociale e la modernizzazione dei processi di sviluppo. Consapevoli che la tradizione si conserva se mantenuta viva con le risorse della modernità, e la modernità si traduce in progresso se sa valorizzare il portato della tradizione. A noi, persone chiamate ad agire nel presente, il compito di costruire un ponte fra il passato e il futuro.

    COME UNA SQUADRA,

    UNITI PER FAR VINCERE I NOSTRI VALORI

    Un partito politico è come una squadra sportiva. Dobbiamo riscoprire l’idea pedagogica della politica, proprio come nello sport. C’è bisogno di coinvolgere i giovani per mettere in campo le migliori energie. Nel pubblico l’impegno deve essere sempre massimo, con perizia e passione perché lo si fa per un bene collettivo, per un servizio ai propri concittadini che si fidano di chi li rappresenta. Si tratta di quella fides pubblica di cui parlavano i Romani, che non consente superficialità. Meritocrazia, impegno, competenze, obiettivi da raggiungere, talento, responsabilità: sono queste le parole che devono circolare nella nuova politica. Le persone di buona volontà e una gestione onesta dell’Amministrazione fatta con lo spirito del buon padre di famiglia possono dimostrare che, assieme e uniti, le cose possono cambiare. Ovviamente in meglio. Per questo Coraggio Italia sarà sempre una squadra aperta, inclusiva, pronta al confronto, e, soprattutto, determinata a far vincere i propri valori.

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