Paese che vai panino che trovi!
Paese che vai panino – di McDonald’s – che trovi! Seguendo una precisa strategia di marketing la multinazionale americana sta localizzando i suoi prodotti: allora in Grecia ecco spuntare la feta, in Norvegia il salmone, in Giappone il sushi, e in Italia? Asiago dop, crema di carciofi e bovino nazionale! Fin qui niente di strano, non fosse per il fatto che nessun panino al mondo è sponsorizzato dallo Stato e solo accanto al Mac Italy troneggia il simbolo della Repubblica italiana e il patrocino del Ministero delle politiche agricole e forestali. Al di là del fatto che probabilmente esistono cose più importanti di cui occuparsi non sembra molto corretto concedere ad una multinazionale, a titolo gratuito, il marchio delle nostre istituzioni.
L’indignazione verso il Mac Italy parte addirittura dall’inglese Matthew Fort, critico gastronomico del Guardian e amante della cucina nostrana, che accusa, dalle colonne dell’autorevole quotidiano britannico, il ministro Zaia di tradimento nazionale.
Luca Zaia, sperando di mandare un messaggio positivo ai giovani e di convincerli ad abbandonare l’abitudine di consumare cibo spazzatura in favore di un’alimentazione sana, difende la sua scelta definendola economicamente vantaggiosa.
A questo punto c’è da chiedersi quale sia il concetto di “made in Italy” su cui la nazione vuole puntare e se l’”evangelizzazione” giovanile di cui parla il ministro non sia, in realtà, un atto di resa di fronte all’incapacità di promuovere e diffondere, davvero, i prodotti del Belpaese.
Matthew Fort si è sentito offeso nella sua sensibilità culinaria, il ministro Luca Zaia si è sentito offeso dai toni ingiuriosi del critico inglese. Forse gli italiani si sono sentiti offesi dall’immagine di un ministro in grembiulone che frigge hamburger. O no?



