Che Ulivo sarà quello di Bersani?
Scritto da Jessika Pini
Eletto con la maggioranza assoluta dei voti, Pierluigi Bersani è il nuovo segretario del Pd, ma già dalle prime ore del suo incarico deve fare i conti con le dimissioni di Francesco Rutelli che guarda al centro.
Caso Marrazzo, un altro boomerang per il Governo
Scritto da Anna
La vicenda
23 ottobre, trapelano le prime indiscrezioni: esiste un video che ritrae Piero Marrazzo, Presidente della Regione Lazio dal 2005, in compagnia di uno o più transessuali.
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L’altra faccia del sexygate all’italiana
Scritto da Anna
Sono bastate 48 ore di scandalo, più o meno alla luce del sole, per far balzare uno spento Pd agli onori della cronaca. E con cifre da capogiro.
Bersani chiamato a "dare un senso a questa storia"
Ultimo aggiornamento Mercoledì 28 Ottobre 2009 11:46 Scritto da Serena Reverberi Martedì 27 Ottobre 2009 13:57
Il Partito Democratico ha un nuovo segretario, Pier Luigi Bersani, eletto con circa il 50% dei voti alle elezioni primarie di domenica 25 ottobre, il dato ufficiale arriverà nei prossimi giorni con le conferme delle circoscrizioni regionali.
Sarà lui quindi a “dare un senso a questa storia” per riprendere il tema principale della sua campagna elettorale, citazione da Vasco Rossi che suona le note di un facile populismo. Di fatto Bersani sembra aver scelto la via musicale per arrivare alle persone. Ne è la prova la sua strategia di comunicazione politica ritmata da citazioni e canzoni (con tanto di playlist scaricabile dal sito www.bersanisegretario.it) che scandiscono i passi fondamentali e formano la colonna sonora della sua mozione, la sua proposta nelle vesti di candidato, con parole sue ” la sua e-mozione”.
Chi ha familiarità con Vasco sa che il verso in questione è “Voglio trovare un senso a questa storia” e che il testo prosegue con “anche se questa storia un senso non ce l’ha”. Che dire al riguardo?
Bersani è pessimista e non crede che si possa recuperare una qualche forma di opposizione politica in questa Italia in crisi economica ed esistenziale ?
Il senso di questa corsa elettore non c’è, perché tutto quello che bisogna fare è riuscire a scalzare la maggioranza, perché tanto “domani arriverà lo stesso”?
Siamo quindi vicini ad un determinismo storico, interpretato nel verso di un trionfo della sinistra ad ogni costo?
Forse l’ufficio comunicazione del neo eletto segretario non intendeva dar vita a questo genere di speculazioni nel proporre lo slogan.
La scelta più probabilmente è stata dettata dalla volontà di accattivarsi il consenso del grande pubblico, arrivare all’attenzione del così detto “uomo della strada”, che conosce bene la canzone “un senso”. Il problema è che il soggetto in questione al partito non chiede giochi di parole o citazioni più o meno alte, ma chiede fatti e ha bisogno di cambiamenti politici concreti.
Di fatto l’italiano medio ha, volente o nolente, Vasco Rossi insito nel DNA e si riconosce nello spirito malinconico e insofferente che questa canzone lascia trasparire. Nello specifico l’elettore di sinistra è stanco e chiede una svolta, è insoddisfatto e chiede compattezza al partito democratico, è incompreso e chiede di capirci qualcosa di questa politica in continua polemica su se stessa, non si riconosce in questo governo e chiede la caduta di Silvio Berlusconi. Domenica 25 gli elettori hanno chiesto quel “domani” e hanno così chiamato alla guida del Partito Democratico Bersani, nella speranza che questo nuovo giorno possa presto arrivare. Chi meglio del Vasco nazionale poteva cantare, quindi, il motto di questa battaglia?
Il messaggio arriva, la musica riscalda gli animi, si accende la speranza e Bersani diventa una hit parade.
E proprio come le canzoni del conterraneo Rossi, il neo segretario (nato in provincia di Piacenza) arriva al primo posto della classifica primarie ed ottiene l’appoggio di 1.081.532 di elettori del PD, al secondo posto Franceschini con 1.081.532 voti e al gradino più basso del podio Marino con 249.784 schede a suo favore (dato aggiornato al 26 ottobre con il 73% dei seggi scrutinati).
Bersani suona bene e piace ai Big della sinistra italiana, dalla sua parte Romano Prodi ed Enrico Letta, già suoi collaboratori nella precedente formazione de L’Unione. Piace ai compagni di partito tra i tanti a sostenerlo Massimo D’Alema e Gianni Pittella. Piace ai personaggi pubblici come Gene Gnocchi e Luciana Littizzetto. Piace ai circoli omosessuali con il sostegno del direttore del portale interne gay.tv. Piace agli studenti e alle associazioni politiche giovanili. In breve, conquista il pubblico e fa il record dei consensi.
È quindi lui l’uomo nuovo, l’uomo del “domani”.
Date le premesse popolari sarà in grado di riavvicinare la politica al paese reale, al di la della semplice retorica? Sulle note del “trovare un senso” ha saputo attrarre ed unire gli elettori del partito, di questi ora, dovrà farsi interprete. Tra le prime dichiarazioni nelle vesti di segretario si può rintracciare la volontà di non perdere il contatto diretto con il cittadino, afferma al Tg2 di volere "Un partito popolare che sappia guardare negli occhi le persone e i loro bisogni, in particolare i lavoratori, gli artigiani, le famiglie e i giovani". Insomma tutti per uno, Bersani per tutti! Il PD secondo Bersani sarà “un partito che guarda all'altezza degli occhi questa gente”.
Reciprocamente questa gente si aspetta che Bersani sia all’altezza del compito assegnatogli. Il neo segretario dovrà mettersi in azione e dimostrare le sue capacità, per non tradire queste aspettative e la fiducia che tanti italiani hanno riposto nella sua persona, per il futuro del partito e per gli elettori, dopo anni di fallimento della sinistra, la gente si aspetta che sia in grado di cambiare musica, che dia un nuovo senso al corso di questa storia . Perchè per dirla con Vasco “Domani un altro giorno... ormai è qua!”.
Serena Reverberi
“Ho pagato per paura”
Ultimo aggiornamento Martedì 17 Novembre 2009 12:40 Scritto da Rita A Cirelli Martedì 27 Ottobre 2009 08:21
"C’era la cocaina, ho pagato perché avevo paura di essere arrestato” dichiara Piero Marrazzo. Un video di un minuto e mezzo: quel tanto che basta per ricattarlo, seminudo in compagnia di un transessuale. I quattro carabinieri accusati di aver ripreso con il telefonino, di nascosto l'ex Governatore del Lazio sono stati arrestati.
Quando gli inquirenti irrompono nell'appartamento e chiedono i documenti, Marrazzo sgranando gli occhi avrebbe implorato: “Non mi rovinate, non mi fate del male”.
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